Sant' Agata, Gisliberto, Goselmo e il Vescovo Maurizio


Progetto: "W Sant'Agata - Catania in Pop Art"

Anno: 2026

Misure: 80x60x1,8 (cm)

Tecnica: Acrilico su tela

DESCRIZIONE E GENESI DELL'OPERA


Il dipinto raffigura uno dei momenti più significativi della storia religiosa e civile di Catania: il ritorno delle reliquie di Sant’Agata nella città nel 1126 dopo un lungo periodo di assenza. Le sacre reliquie, infatti, erano state trafugate durante la dominazione bizantina e trasferite a Costantinopoli nel 1040, dove vi rimasero per ben ottantasei anni.

La scena celebra l’impresa di Gisliberto e Goselmo, protagonisti della restituzione delle reliquie. Nel dipinto, tuttavia, queste figure non rappresentano soltanto i personaggi storici, ma assumono anche un valore simbolico: incarnano ogni devoto che, ieri come oggi, accompagna Sant’Agata in processione con fede e partecipazione. Accanto a loro compare il vescovo Maurizio, guida spirituale della comunità e testimone del solenne ritorno della Patrona.

L’opera richiama il viaggio che riportò le reliquie dalla capitale dell’Impero bizantino fino alla Sicilia. Dopo essere giunte ad Aci Castello, esse furono accolte nel borgo marinaro di Ognina, alle porte di Catania. Da qui prese avvio quella che la tradizione ricorda come la prima grande processione agatina: un corteo di fedeli accompagnò le reliquie fino alla città, manifestando la gioia e la devozione del popolo catanese.

La destinazione finale fu la Cattedrale di Catania, da poco edificata, che divenne il nuovo e definitivo custode delle reliquie della Santa. Il dipinto non racconta soltanto un episodio storico, ma celebra il profondo legame tra Sant’Agata e la sua città, un rapporto che continua a rinnovarsi ogni anno attraverso le solenni celebrazioni e le processioni dedicate alla Patrona.